Sono nata a Napoli. Da questa città eredito empatia, vitalità e malinconia. Il mio sentire parte dal sole che abbaglia e finisce nelle umide cantine di tufo. Un'infanzia speciale, piena di stimoli educativi originali, arricchita dalla presenza costante dei miei nonni, persone di una rara sensibilità e cultura, che cerco tuttora intorno a me. Da queste radici nasce l'albero che sono.
Ho condotto studi classici, con un infinito amore per i libri, il disegno e l’arte e con uno speciale sentimento nei confronti della natura. Nel 2002 ho conseguito la laurea in Architettura con una tesi sulla diffusione della tipologia termale nel Mediterraneo dal titolo “Hammam: un’architettura dei sensi” e nel 2007, grazie all'esperienza svolta come tutor in una scuola estiva organizzata dall'Università di Zagabria, ho concluso il dottorato in “Storia della Città e del Territorio”, con una tesi dal titolo “I Porti della Croazia: traffici, sviluppo portuale e trasformazioni urbane”.
La mia irrinunciabile passione per l'antico, la natura, il disegno e la poesia mi ha poi condotto altrove. Ho infatti interrotto la carriera universitaria nel 2007 per lavorare come architetto rilevatore nel campo dei beni culturali. In questi 10 anni ho studiato e disegnato, immersa nella natura o nel ventre della mia città. Il mio carattere si è temprato con il freddo, il caldo, le altezze, le difficoltà, lo stress del lavorare in gruppi disomogenei.
Alla continua ricerca di occasioni di crescita, nel 2012 ho partecipato al Concorso Docenti e nel 2015 sono entrata in ruolo per l'insegnamento di Tecnologia nella Scuola Secondaria di I Grado, dopo aver conseguito il TFA in Storia dell’Arte/Arte e Immagine. L'impatto con il mondo della scuola, in cui non avevo mai messo piede, è stato una rivoluzione. Mettendomi in gioco con tutto il mio bagaglio di esperienze, emotive e non solo, ho iniziato questo percorso che mi affascina ogni giorno di più.
Mi entusiasma la reciprocità del rapporto formativo con gli alunni, sentendomi materia plasmabile nelle loro mani. So infatti che cambierò ogni volta che entrerò in una classe. Partecipo con entusiasmo a questo gruppo poiché credo profondamente nella sperimentazione metodologica e nello scambio di esperienze.
"Natura è tutto quello che sappiamo senza avere la capacità di dirlo,
tanto impotente è la nostra sapienza a confronto della sua semplicità.” - Emily Dickinson
Ormai è chiaro: la nostra comunicazione non passa soltanto attraverso le nostre parole. Il nostro modo di esprimerci non verbalmente è determinante nel creare (o distruggere) relazioni.
Fra tutta la Comunicazione Non Verbale (fatta di para-verbale, cioè tutti i suoni e i rumori che sono intorno alle parole, e di linguaggio del corpo) il contatto rappresenta un elemento determinante per creare "legame". Non a caso quest'ultima parola presuppone un "contatto".
Ti propongo la lettura dell'esperienza di Emilia, una nostra Sperimentatrice Selezionata che ci descrive un suo cambiamento significativo in Classe.
La maggior parte delle volte che, con voi Docenti, ho avuto l'opportunità di confrontarmi sul tema uso della tecnologia a Scuola, ho ricevuto stimoli incredibili.
Da qualche mese ho conosciuto Emilia, un'Insegnante entusiasta e Sperimentatrice fin nel midollo: con lei ho avuto la fortuna di parlare delle implicazioni didattico-relazionali dei gruppi WhatsApp.
Questo non a partire da costrutti teorici o ipotesi tropo distanti dai banchi, ma muovendo da una sua testimonianza pratica, osata, vissuta, goduta.
Se vuoi scoprire come creare relazione con la Classe in modo nuovo e sano, clicca qui e leggi il racconto e le riflessioni di Emilia...